Ninfa nel Lazio

 la storia ed i giardini

 


il castello e la natura, foto © alpy 2006
Su tale luogo il medievista Ferdinand Gregorovius nella seconda metà dell'ottocento così scriveva:
"Cosi arrivammo a Ninfa, la città magica in rovina perduta nelle paludi e sepolta colle sue mura, colle sue torri,
colle sue chiese, coi suoi monasteri, colle sue case, tutta quanta nell' edera. Il di lei aspetto è più grazioso di
quello di Pompei… A Ninfa … uno si trova quasi in un maro di fiori; ogni parete, casa...rivestita di edera"




altra visuale del castello e del laghetto, foto © Temistocle Lucarelli -dreamstime

A Ninfa (comuni di Sermoneta, Cisterna e Norma, Lt) nel medioevo sorgeva un piccolo centro poi abbandonato per diversi fatti cruenti e, più tardi, anche per la malaria.

Sulle vicende dell'antica cittadella, inizialmente comune, pesarono i combattimenti dell'epoca di Barbarossa ed i contrasti fra le famiglie Frangipane e Colonna.

Va segnalato, fra l'altro, che il 20 settembre 1159, con il sostegno del vescovo di Ostia, dei Frangipane e dei normanni insediati a Terracina , vi fu consacrato papa (con il nome di Alessandro III) il teologo senese Rolando Bandinelli. Quest'ultimo, subito dopo l'elezione, era infatti fuggito da Roma dove il clero minore, il popolo ed alcuni senatori sostenevano il cardinale Ottaviano che poco dopo fu eletto papa (Vittore IV, secondo antipapa con questo nome) nell'abbazia di Farfa. All'epoca non c'erano le automobili ma i due papi inizialmente restarono molto vicini: Alessandro III - dal quale prese poi nome uno dei capoluoghi piemontesi (*) - si stabilì infatti ad Anagni e l'antipapa -che più tardi godette invano dell'appoggio imperiale- si rifugiò per poco tempo anche a Segni.


La cittadella fortificata di Ninfa, per volontà di papa Giulio II, tornò alla fine di tante altre vicende alla famiglia Caetani che l'aveva già acquistata nel 1298. Gli ultimi abitanti, nel 17° secolo,  lasciarono comunque quello che restava dell'antico borgo.

Solo in tempi recenti Ninfa è stata organizzata, per interessamento di Gelasio Caetani, come parco archeologico e naturale anche sulle orme di certe esperienze europee del secolo scorso. Ed il luogo, grazie anche alla bellissima flora ed all'incanto di diversi angoli (il fiume omonimo, qualche laghetto, le antiche rovine ecc.)  richiama, in genere nei mesi primaverili, numerosi visitatori.


ancora il castello, foto © alpy 2006

Dell'antica cittadina medievale sono rimasti i ruderi del castello, diversi tratti di mura, resti di alcune chiese, il c.d. Ponte del Macello ecc.. Si narra che- all'epoca di papa Alessandro III - sette chiese di Ninfa presero il nome di altrettante basiliche romane, ma attualmente si vedono bene i ruderi di Santa Maria Maggiore (in loco anche alcuni residui di affreschi) e si hanno solo alcune evidenze delle chiese di San Giovanni, San Salvatore e San Biagio. 

Relativamente alla flora, a parte le diverse piante della zona, vanno segnalate anche presenze di:  acero giapponese, bambù, abete del Canada.




natura e ruderi, foto © alpy 2006



Per altre foto si rinvia al reportage "Sermoneta e Ninfa Sulle possibilità di visitare questo magico posto si segnalano invece le pagine del competente APT di Latina.

In genere le organizzazioni ambientaliste (Lipu, WWF ecc.) curano visite guidate per gruppi precostituiti. Fra l'altro sono diverse le specie floreali ed ittiche che si trovano solo in posti come questi. E' evidente anche dalle foto che i giardini sono splendidi.




 sopra altre due foto di Ninfa a cura di Alpy ,2006 (dir.ris.)

(*) la decisione di chiamare "Alessandria" la città padana che inizialmente si chiamava "Civitas Nova" (o Cesaria)  fu presa dagli esponenti della Lega Lombarda per via dell'alleanza che si era creata, contro l'imperatore Barbarossa, fra il papato ed i diversi comuni del nord Italia. A questa alleanza aderivano anche i re normanni. Ed i papi risiedevano facilmente in Ciociaria proprio perchè i confini normanni erano molto vicini ( Terracina, Fondi ecc.). Ad una riunione con i rappresentanti dell'imperatore tedesco-  tenuta a Veroli (Fr) nel 1170 - parteciparono anche alcuni rappresentanti della lega dei comuni lombardi.

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 suggestivi angoletti di Ninfa, foto alpy 2006


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abbazia Fossanova

Gaeta, montagna spaccata

Sperlonga

Gaeta

Ponza

Palmarola

va ricordato infine che sono prossime ai giardini di Ninfa: la splendida città medievale di Sermoneta, l'abbazia di Valvisciolo, le rovine di Norba (comune di Norma) e tante altre interessanti località sicuramente molto apprezzabili dai turisti motivati.





 



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