Santo Stefano e Ventotene
i luoghi della riserva naturale marina istituita nel 1997 : alcune parti sono a riserva integrale, altre zone con tutela parziale o generale in modo da conciliare le diverse esigenze (pertanto sono identificate tre zone: A, B e C ). Nel parco sono tutelati diverse specie di pesci , molluschi, piccole tartarughe ma anche numerosi uccelli. La superficie della riserva è di circa 2800 ettari ed interessa circa 10 km di costa. L'isola di Santo Stefano è quasi integralmente nella zona A (tutela integrale).
isola di Santo Stefano
© Mirek Hejnicki - FOTOLIA
Santo Stefano è una delle isole più piccole dell'arcipelago pontino e, come le altre, ha origine vulcanica. Anticamente si chiamava Partenope e cambiò nome per via di un convento che vi era ubicato.
Nel 19° secolo il re borbone Ferdinando IV vi fece costruire un carcere che è poi è stato utilizzato per molto tempo. Durante il ventennio fascista furono trasferiti nell'isola diversi personaggi (fra i quali Sandro Pertini ed Altiero Spinelli).
Interessante la storia di un brevissimo ed occasionale periodo di indipendenza dell'isola (la c.d. Repubblica_di_Santo_Stefano )
La flora e le bellezze naturali sono simili a quelle delle altre isole ponziane e sono molto attive alcune organizzazioni naturaliste. Santo Stefano dipende amministrativamente da Ventotene dalla quale dista poche miglia. Comunque Santo Stefano è legata a quest'isola anche per la riserva già accennata: " Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e Santo Stefano".
Solo recentemente l'isola si è dotata di alcune semplici infrastrutture turistiche.
isola di Ventotene
Ventotene, le rampe - foto: arcipelagoponziano.it
L'isola, nell'antichità Pandataria, ha un unico centro abitato (Ventotene) ma fu frequentata anche in epoche lontane. Fra i resti della presenza romana sono da notare: una peschiera a sud della zona portuale, i ruderi di una grande villa ubicata in posizione panoramica a Punta Eolo (probabilmente in questa villa furono esiliate Giulia ed Agrippina), uno dei due porti esistenti. Diversi reperti sono comunque conservati in un piccolo museo locale. Durante il medioevo gli insediamenti umani sull'isola furono distrutti dai saraceni. In periodo borbonico, sull'isola da tempo disabitata, si stabilirono gruppi di persone provenienti da Ischia. In tale occasione furono costruiti un piccolo borgo, la chiesa di S.Candida ed un forte. Le isole di Ventotene e Santo Stefano in periodo fascista furono usate come luogo d'esilio. I politici riuniti in questi luoghi redassero nell'agosto 1943 il c.d.
"manifesto di Ventotene" che nel dopoguerra ebbe poi degli sviluppi.
Gli itinerari naturali nell'isola sono molto interessanti; vanno comunque evidenziati alcuni punti: l'insenatura di "Parata Grande", il precipizio "Moggio di Terra", l'altura di " Ponte dell'Arco", alcune secche ecc.
Tipica dell'isola è la coltivazione delle lenticchie (la produzione è ovviamente molto limitata ma la richiesta da parte di turisti ed appassionati è sostenuta).
Le bellezze naturali (incluse le peculiarità della flora e della fauna), come sopra anticipato, hanno motivato nel 1997 la costituzione della riserva naturale di Ventotene e Santo Stefano.
Alcuni fondali della riserva sono a circa 100 metri di profondità.
Per informazioni sulla riserva naturale:
Centro Visite Area Marina Protetta- Ventotene
via Rampe Marina