ARDEA

 
Ardea è un comune (sud della provincia di Roma) che sorge in luogo frequentato anche in epoca remota. Sulle sue origini non mancano tradizioni e leggende. Ad un certo punto divenne però capoluogo dei Rutuli e, secondo quanto riportato da Plinio, più tardi fece parte del c.d. Latium Vetus. Dall'ubicazione dei luoghi è facile intuire che Ardea, forse all'epoca dei Tarquini, fu strategica solo ai fini delle prime espansioni romane verso sud. Più tardi (ed in particolare in periodo imperiale) l'abitato si ridusse ad un ruolo marginale, anche se, a quanto appare, ebbero comunque un rilievo i culti presso il locale santuario di Giunone Regina.

Della storia antica di Ardea sono rimaste alcune evidenze (resti di fortificazioni e tempi, acropoli ecc.) in parte nella frazione Civitavecchia. Ma altri interessanti resti sono stati recentemente individuati anche nei pressi della foce del fiume Incastro ed in questo caso si tratta del Castrum Inui un piccolo centro portuale all'epoca citato anche da Virgilio e che risulta dedicato ad Inuo ( secondo la mitologia dio minore, figlio di Zeus ed Afrodite).


le mura dell'Acropoli di Ardea, foto di Massimo Pesci





territorio di Ardea, evidenze di Castrum Inui, foto Silvia Matricardi, wikipedia


Anche in periodo medievale questa zona non fu del tutto abbandonata nonostante diverse difficoltà (Saraceni inclusi) e numerosi passaggi di competenza nella sua amministrazione. Al breve periodo in cui il villaggio fu affidato ai monaci della basilica romana di San Paolo fuori le Mura, risale comunque la chiesa di San Pietro Apostolo in stile romanico.

In tempi più recenti l'abitato fu frazione del comune di Genzano e poi di quello di Pomezia. Dal 1970 Ardea è comunque comune autonomo e grazie ad un grande artista come Giacomo Manzù che nel 1964 circa si stabilì in zona, oltre al patrimonio archeologico accennato, può anche vantare una prestigiosa collezione di statue.
 

 




 

 

 

 

 

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