L'ABBAZIA DI VALVISCIOLO

 

 

facciata della chiesa abbaziale, foto M.M wikipedia

 

In una piccola valle, non distante da Norma e Sermoneta, è ubicata l'interessante Abbazia di Valvisciolo. La fondazione della badia - dedicata prima ai SS.Pietro e Paolo e più recentemente a Santo Stefano- risale all'VIII secolo quando alcuni monaci di rito greco raggiunsero la zona. A questi primi monaci seguirono, probabilmente a cominciare dall'inizio del XIII, prima un piccolo gruppo di Templari e poi -più tardi- una comunità cistercense.

Le vicende di questa abbazia sono talora collegate a quelle di un'altro convento più antico (Santo Stefano di Valvisciolo) nei pressi di Carpineto Romano. Fra le due località c'erano probabilmente degli antichi sentieri frequentati per la transumanza. Evidentemente Valvisciolo ha anche delle correlazioni con l'importante abbazia di Fossanova, poco distante. La chiesa accanto all'abbazia fu comunque costruita intorno al 1240 e successivamente prese forme gotico-cistercensi.

Circa le leggende sui Templari a Valvisciolo rinviamo a quanto talora riportato su alcuni web, comunque la presenza dei templari in zona appare compatibile con il contesto che all'epoca c'era nel Lazio meridionale e con ulteriori elementi che sono stati identificati nell'edificio. Può darsi si trattasse semplicemente di qualche gruppo collegato ai Crociati od ai cavalieri ospitalieri (di Malta).

All'interno della chiesa sono conservati alcuni dipinti di un certo pregio. Gli autori: Niccolò Circignani (detto anche il Pomarancio (*)), Savonanzi ed altri ancora.

L'affresco- un pò rovinato del Pomarancio- dedicato ad una "Scena della vita di S.Lorenzo " è datato 1588-89 (*). Resti di affreschi più antichi- talora con motivi floreali- sono stati poi notati in una zona non sempre visitabile del convento (auditorium, sala grande ecc.).



foto del chiostro di alpav 2007-2008 dir. ris.


chiostro e torre, foto ap 2014

Immediatamente accanto alla chiesa c'è infine un bel chiostro in forma quadrata, restaurato alla fine anni '50, dove conviene soffermarsi sia per ammirare i bei capitelli sia per visitare la sala capitolare che altri ambienti attigui. A parte alcune croci all'ingresso della chiesa, proprio in questa zona, secondo quanto riferiscono alcune pubblicazioni, sarebbero distinguibili : un nodo templare ed un esemplare di Sator (quadrato magico, sovente rappresentato nel medioevo) che avrebbe peculiari caratteristiche. 

L'antica badia è ubicata in una piccola splendida valle che per tradizione medievale si chiama "valle dell'usignolo" o simili (in latino Vallis Lusciniae). Da tale denominazione latina sarebbe poi venuto fuori l'attuale parola "Valvisciolo". Tuttavia può anche darsi che il nome sia stato dato da alcuni monaci provenienti dalla citata abbazia di Carpineto Romano. In precedenza il monastero era talora denominato Marmosolio in quanto connesso ad un convento così chiamato che ad un certo punto fu però abbandonato.

I ruderi della città medievale di Ninfa sono poco distanti ed al riguardo va segnalato che l'originario convento potrebbe essersi ulteriormente sviluppato proprio dopo gli attacchi del 1165 di Federico Barbarossa alla città citata e ad altri luoghi del basso Lazio.

Vicino all'abbazia, all'inizio del novecento, furono scoperte circa sei tombe dell'età del ferro facenti parti della più ampia necropoli scavata nell'attigua località di Caracupa. I relativi reperti sono da tempo conservati al Museo Pigorini di Roma. L'antichissimo abitato al quale si riferiva tale necropoli è stato invece rintracciato- sopra Valvisciolo- sul Monte Carbolino.

 


(*) Nicola Circignani lavorò particolarmente a Roma (esempio S. Stefano Rotondo, Vaticano ecc ) ed in piccoli abitati del Lazio e dell'Umbria. Anche il figlio Antonio Circignani e l'allievo Cristoforo Roncalli (nato a Pomarance- Pisa  )  e famoso per gli affreschi di Loreto sono appellati come "Pomarancio". 


 

 


ricerche sul Lazio

 


con il 2014 ricorre il 150° anniversario
del ritorno nell'abbazia dei monaci cistercensi
voluto da papa Pio IX (i restauri furono seguiti dallo stesso pontefice)
Il gruppo di 8 monaci assegnati a Valvisciolo provenivano da Casamari

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vecchia foto di Valvisciolo: chiesa e convento
i monaci vi restarono anche dopo il 1870 con la fine dello stato pontificio

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