Quel Nogaret: prima lo schiaffo di Anagni poi l'attacco ai templari

 
Anagni, palazzo papale

Guglielmo di Nogaret (1260-1313)  è passato alla storia per vicende medievali che, per la loro cruenza, anche oggi sono motivo di interesse per il grande pubblico : il contrasto con Bonifacio VIII culminato nel c.d. "schiaffo di Anagni" (1303)  e la persecuzione dei Cavalieri del Tempio conclusasi poi con il tragico rogo (1314) dei templari Molay e Charney in un'isoletta della Senna. Vicende entrambe che, come anche il trasferimento dei papi ad Avignone, sono collegate al preciso disegno di affermare la piena autorità di uno stato "nazionale" come la Francia.

Nato in un paesino francese (Saint Felix de Caraman ora Saint Felix Lauragais, in Linguadoca), Nogaret da giovane si impegnò sia nelle vicende militari che negli studi  (trentenne insegnava diritto a Montpellier). Il padre era stato probabilmente condannato per fatti conseguenti alla Crociata degli Albigesi, la sua zona di provenienza era stata coinvolta nell'eresia catara.

Il personaggio, dopo essersi occupato di alcune questioni diplomatiche, entrò nella storia quando fu chiamato dal re Filippo il Bello a sostituire Pierre Flote come consigliere della cancelleria del Regno di Francia. C'era già all'epoca il problema dei rapporti con papa Bonifacio VIII ma il Flote fin a quel momento, per certi versi, aveva pazientato.

Nogaret, che aveva una formazione laica e giuridica, si mostrò subito più spregiudicato e passò all'attacco criticando aspramente il pontefice a proposito del quale citò per delegittimarlo anche una frase di San Pietro. Poi si stabilì a Staggia presso Siena dove trovò, fra gli altri, la collaborazione di Sciarra Colonna, Rinaldo da Supino e qualche personaggio di Ceccano per realizzare l'irruzione del 7 settembre 1303 nel palazzo papale di Anagni. Alcuni dei congiurati si incontrarono poco prima a Sgurgola. C'è pure la tradizione che il papa, nelle intenzioni, doveva essere trasferito prigioniero in Francia. Tuttavia, poco dopo, intervennero anche Tommasi Caetani da Alatri e Luca del Fiesco da Genova che misero in difficoltà il gruppetto che aveva assaltato il papa (Nogaret alla fine fu però lasciato libero).


 

Fra i pochi che continuarono ad appoggiare l'umiliato Bonifacio VIII ci furono anche i cavalieri templari ed ospitalieri residenti in Italia (ed infatti il nuovo papa Benedetto XI, prima di morire -forse avvelenato- in un convento di Perugia, confermò i privilegi del Tempio).

All'epoca dei fatti di Anagni i templari francesi avevano pensato di schierarsi con Filippo il Bello, ma qualche tempo dopo le cose si volsero contro di loro (in sostanza erano troppo potenti e ricchi per non creare gelosie presso la corte). E qui entrò in azione ancora una volta Guglielmo Nogaret che, nel 1306 circa, insieme a Guglielmo di Plaisans aprì delle indagini a proposito dei cavalieri templari. Le finalità di questa istruttoria all'inizio non erano probabilmente definite ed erano ancora vive le polemiche successive ai fatti di Anagni. Nogaret ,insieme ad altri, era stato scomunicato durante il brevissimo papato di Benedetto XI ed è ipotizzabile che, almeno al principio, ci fosse qualche collegamento fra le due questioni. 

Comunque nel 1307, dopo un'incerta approvazione del papa avignonese Clemente V,  iniziarono i primi arresti dei cavalieri templari. E qui il Nogaret fu particolarmente bravo ad orchestrare tutte le accuse più infamanti dell'epoca ed a spaventare eventuali oppositori. Nel 1308 fu uno degli organizzatori degli stati generali francesi a Tours ed a proposito dei templari commentò in termini simili a quelli già utilizzati per l'aggressione di Anagni : " ...il cielo e la terra sono agitate dal soffio di un così grave crimine, e gli elementi sono turbati... Contro una peste così deleteria tutto deve sollevarsi: le leggi e le armi, gli animali e i quattro elementi.. "

Nel 1311 Clemente V gli tolse la scomunica per i fatti di Anagni. Nogaret morì poco dopo nel marzo 1313. Per questione di date fu apparentemente escluso dalla leggendaria maledizione che il gran maestro dei Templari avrebbe lanciato durante il rogo sulla Senna.

A completamento vale la pena di segnalare che a San Felice Circeo ci fu un piccolo insediamento templare dal 1240 al 1260  circa e che seguaci dell'ordine del Tempio soggiornarono per diversi anni presso l'Abbazia di Valvisciolo (Lt) che magari può essere visitata unitamente alla vicina Ninfa ed al borgo di Sermoneta.


Valvisciolo : elementi costruttivi confermerebbero presenza templari
foto alpy 2006; su questa tesi vedere altro sito

 

A San Felice Circeo l'antica torre dei templari (in stile romanico) è ora adibita a sede museale della fondazione Marcello Zei (Homo Sapiens ed habitat preistorico). All'epoca fu papa Gregorio IX a chiamare i templari per difendere la costa dai pirati islamici.

 


ricerche di storia


approfondimento su Nogaret

Bonifacio VIII e vicende Chiesa






monumento funebre di Bonifacio VIII nelle grotte vaticane (foto ap)
L'originale famosa bolla "Unam sanctam" di Bonifacio VIII è stata esposta nel 2012
in occasione della mostra Lux Arcana in Campidoglio





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