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POCO A SUD DI ROMA

 

Da Roma le direttrici per la parte meridionale del Lazio sono ovviamente diverse e molte località intermedie coincidono anche con quelle che furono le prime espansioni degli antichi romani.

In epoca antica queste zone, come altre del Lazio arcaico, erano abitate da genti diverse.

In buona parte dei castelli romani ed in particolare intorno ai laghi di Albano e di Nemi gli insediamenti prevalenti erano quelli dei "latini".  La stessa Palestrina (Praeneste) in origine era probabilmente una cittą latina in qualche caso alleata con "Albalonga " (antica capitale dei latini, nei pressi dell'attuale Albano Laziale). Fra Palestrina e Roma era poi ubicata l'antica Gabii della quale resta solo qualche evidenza e dove, sulla base di scavi recenti, si ipotizza fosse stata poi sistemata la "reggia dei Tarquini".

Altre situazioni c'erano sia intorno alla Valle del Sacco dove abitavano i Volsci, gli Ernici ed a poco distanza anche gli Aurunci, sia ancora nella zona di Anzio e di Satricum.

Velletri (Velitrae, Velcester- probabilmente di origine volsca) fu presto conquistata e Segni (Signa) per la sua posizione strategica rispetto alla Valle del Sacco fu presto scelta come accampamento militare ai tempi di Tarquinio il Superbo.


Latium Vetus e Latium novum (adiectum, aggiunto); cartina del 1595 di Abraham Oertel (wikipedia)

Il primo Latium dei romani ebbe comunque il primo confine sud nei pressi dei fiumi Sacco (Trerus) e Liri mentre pił tardi (grazie anche alle guerre contro i Sanniti) si estese pił a sud costituendo quello che viene chiamato il Latium adiectum ( o Latium novum).


panorama della Valle del Sacco (foto ap 2009, dal belvedere di Segni)


Per raggiungere da Roma il Lazio meridionale si possono comunque individuare tre diversi percorsi: il primo costiero (rammentando che ad Anzio ed Ardea c'era la stirpe dei Rutuli ), il secondo attraversando la zona dei Castelli Romani (Albano, Castel Gandolfo, Nemi, Ariccia ecc) dove erano insediati i latini, il terzo con l'odierna autostrada passando davanti a Monte Porzio Catone, Valmontone, Colleferro ecc.. Ovviamente sono tutti itinerari molti interessanti anche perchè la storia ha gradualmente aggiunto tante tappe interessanti. E sicuramente dal medioevo fino all'Unitą d'Italia fu rilevante il ruolo dello Stato della Chiesa che spesso delegava (direttamente od indirettamente) a dei signori locali il controllo di tanti piccoli centri abitati che componevano la provincia di Campagna e Marittima. I Savelli, ad esempio, ebbero il loro ruolo ad Albano e Castel Gandolfo, i Colonna a Palestrina, Zagarolo ecc., i conti di Tuscolo governarono la Tusculum distrutta nel 1191 (Frascati nacque sulle sue ceneri) e via discorrendo.





Gavignano e la Valle del Sacco, foto ap 2009




 

REPERTI DEL LAZIO MERIDIONALE ESPOSTI A VILLA PONIATOWSKI-ROMA

Da pochissimo tempo nei nuovi spazi di Villa Poniatowski (una palazzina collegata al Museo di Villa Giulia) sono esposti anche dei reperti provenienti dal sud del Lazio. Fra questi vanno segnalati: una splendida antefissa del tempio di Iuno Sospita a Lanuvio (500 a.C. Circa), i notevoli rivestimenti del santuario di Diana a Nemi, gli altorilievi del tempio di Giunone Moneta a Segni, diversi reperti dell'area di Alatri e di una delle necropoli di Gabii (Osteria dell'Osa) ecc..

Hanno poi un'esposizione a parte i ritrovamenti dell'antica Satricum (odierno Borgo Le Ferriere, nei pressi di Latina) e di Palestrina (tombe principesche).

 


link sulle sale di Villa Poniatowski (Villa Giulia)

la collezione

reperti da Satricum

reperti da Palestrina

altri link utili

Gabii

Segni (Signia)

Albano Laziale

Castel Gandolfo

Velitrae/Velletri

Anzio

si può citare Livio (libro IX, 43) relativamente alle procedure inizialmente utilizzate dai romani in una parte del Lazio meridionale: " furono rese ai tre popoli degli Ernici, quelli di Alatri, di Veroli e di Ferentino, le loro leggi che essi preferirono al diritto di cittadinanza (romana): si permise che contraessero matrimonio tra di loro, privilegio di cui per un certo tempo tempo furono i soli a godere tra gli Ernici. Quanto a quelli di Anagni e agli altri che avevano prese le armi, fu dato loro il diritto di cittadinanza senza suffragio; furono proibite loro le assemblee e fu tolto loro il diritto di contrarre matrimonio da cittą a cittą. Non dovevano avere pił magistrati, se non per le cose sacre"

 




 

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