Veroli fra archeologia, storia e devozione
Veroli è un piccolo comune ubicato in prossimità dei Monti Ernici che, a parte il contesto naturale, vanta un interessante patrimonio storico e culturale. Il centro abitato (Verulae per i romani, ma di antichissima formazione) era probabilmente vicino al percorso di una strada che poi si collegava con la via Latina.
Della storia più lontana di Veroli sono rimaste alcune evidenze archeologiche. E fra queste è di rilievo storico la lapide detta dei "Fasti Veruliani" che fu trovata durante gli scavi (1922-23) di una necropoli. Nello specifico si tratta di parte di un calendario, ma nell'insieme documenta parecchio sulla storia dell'abitato e dei suoi dintorni.
Dopo la caduta dell'impero romano, la cittadina come gli altri luoghi circostanti dovette subire varie vicende e ben presto si ritrovò sostanzialmente ad essere ubicata fra i possedimenti dello Stato della Chiesa e le diverse entità del Sud Italia (in un primo momento i longobardi). I ruderi del castello di S.Leucio ricordano fra l'altro alcuni eventi che riguardano la presenza di principi longobardi. Tale posizione intermedia di Veroli rimase, grosso modo, fino all'ottocento. Fra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio il confine (con conseguenti presidi di gendarmi e dogane) era in località Santa Francesca.
Importanti sono anche diversi edifici religiosi ubicati nella cittadina. Fra questi vanno citati: la chiesa medievale di S.Erasmo, la cattedrale di S.Andrea rifatta nel XVIII ma ubicata nel luogo dell'antico foro, la chiesa di Santa Maria Salomè con la "Scala Santa " che consente delle indulgenze ( a suo tempo-1751- disciplinate da papa Benedetto XIV). E non va ovviamente dimenticato che il comune di Veroli include anche la famosa abbazia di Casamari.
i fasti veruliani, foto archivio apt Frosinone
la Scala Santa di Veroli, foto archivio apt Frosinone
(nell'undicesimo gradino è conservata una reliquia della Croce Santa)
l'impianto della chiesa di S.Solomè risale al 1209 anche se fu parecchio
ristrutturata in epoche successive; vi sono numerosi dipintii del seicento
e settecento. Notevole una tela del Cavalier d'Arpino dedicata alla SantaLa Santa Salomè è un personaggio vissuto in epoca romana le cui spoglie furono qui ritrovate nel 1209. Da quanto tramandato da alcune cronache la Santa, oltre ad essere protagonista di diversi miracoli, ebbe la sua influenza anche in un episodio, avvenuto nel 1556 durante gli scontri che avvennero nel basso Lazio poco prima del Trattato di Cave fra la Spagna e lo Stato della Chiesa. Secondo quanto riportato, il condottiero spagnolo Garcia di Toledo (collaboratore del Duca d'Alba) fu frenato nella sua irruenza proprio dalle reliquie di Salomè.
La Scala Santa, posta in una cappella, è comunque successiva e fu voluta dal vescovo Tartagni all'inizio del XVIII secolo.
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Per chi vuole fare una bella passeggiata a piedi gli itinerari non mancano e, fra l'altro, nei pressi del citato castello di San Leucio possono vedersi anche alcuni tratti delle mura poligonali. Ai fini della visita del borgo va però osservato che la parte storica si compone grosso modo di tre parti: il quartiere di San Leucio, la parte intorno alla Basilica di S.Andrea ed infine il rione di Santa Croce che degrada gradualmente.
Alla fine di questa breve presentazione non va poi omesso che a Veroli sono visitabili alcuni musei e fra questi: "il museo civico archeologico", il Museo delle Erbe (rappresentativo delle diversa flora dei Monti Ernici), l'interessante esposizione del Tesoro del Duomo e l'antiquarium di Casamari. Nella raccolta del Duomo, per motivi storici, sono conservati alcuni oggetti (XII-XIII) provenienti da Casamari. Gli spunti per una gita sono quindi numerosi.
(il comune di Veroli fa parte della comunità montana dei Monti Ernici, agli appassionati di escursioni si segnala che non sono distanti il Prato di Campoli ed altri interessanti siti naturali)
l'attentato terrorista di Veroli: nel 1594 Pompeo Caetani (dei conti di Torre e Filettino) fece sistemare una mina nel palazzo comunale procurando la morte del podestà del tempo ed altre persone e quindi distruggendo anche diversi archivi. Dopo la disastrosa esplosione il conte (che si era mosso per beghe locali e contrasti con l'ordine pontificio) fu praticamente linciato insieme ai suoi amici dalla popolazione locale.